A Line Made by Walking  /  

a cura di
Jessica Bianchera, Pietro Caccia Dominioni, Gabriele Lorenzoni


in collaborazione con
Panza Collection, APT Val di Non, Urbs Picta


mediapartner Exibart immagine coordinata Headline Rovereto

18 luglio 2020 - 30 ottobre 2021



A Line Made by Walking è un progetto biennale a cura di Jessica Bianchera, Pietro Caccia Dominioni e Gabriele Lorenzoni realizzato in collaborazione con Panza Collection, APT Val di Non e Urbs Picta.
Si tratta di una linea di pensiero che consiste in un programma allargato di attività per il pubblico nel 2020 e in una mostra dedicata a Long, Fulton, Griffin e Girardi nel 2021. Il progetto nasce per indagare la relazione tra il tema del viaggio come scoperta di un territorio e la pratica del camminare come esperienza estetica. 


L’apice del progetto è la mostra A Line Made by Walking. Pratiche immersive e residui esperienziali in Long, Fulton, Griffin, Girardi che si terrà tra giugno e ottobre 2021 - realizzata in collaborazione con Panza Collection - presso quattro strutture castellari della Val di Non, con particolare attenzione per Castel Belasi, dove sarà allestito il nucleo centrale della mostra.


Per avvicinarsi alla mostra ma anche per allargare l’orizzonte di pensiero e riflessione sui temi del viaggio, dell’esplorazione, del cammino e della relazione uomo-natura, al di là e attraverso il linguaggio dell’arte contemporanea, A Line Made by Walking si espande proponendo nel 2020 un public program fatto di interventi ed esperienze pubbliche tra arte, letteratura, cinema e scoperta del territorio della Val di Non.
Nel 1967 Richard Long realizza l’opera A Line Made by Walking, una linea disegnata calpestando l’erba di un prato. Il risultato di questa azione è un segno che rimane impresso solo nella pellicola fotografica e che scompare al rialzarsi dell’erba. Per la sua assoluta radicalità e semplicità formale quest’opera è considerata un passaggio fondamentale dell’arte contemporanea: da questo momento in poi, l’azione del camminare diventa una vera e propria forma d'arte autonoma.

L’opera di Long apre le porte a un nuovo modo di pensare e di fare arte, che consiste nell’atto stesso di vivere l’esperienza di attraversamento dello spazio.
Con lui e dopo di lui, Hamish Fulton, Ron Griffin e Daniele Girardi sono alcuni degli artisti che nella seconda metà del Novecento abbracciano l’idea dell’attraversamento dello spazio come modo di fare artistico e pratica estetica: un atto che non è la trasformazione fisica di un territorio ma la sua frequentazione, che non ha bisogno di lasciare tracce permanenti e arriva al primigenio rapporto dell’uomo con l’ambiente naturale.


PUBLIC PROGRAM
PRESS KIT

















To be played  /



TO BE PLAYED.
Video, immagine in movimento e videoinstallazione nella
“generazione Ottanta”

Helen Dowling, Nina Fiocco, Anna Franceschini, Adelita Husni-Bey, Invernomuto,Michal Martychowiec, Elena Mazzi, Jacopo Mazzonelli, Giulio Squillacciotti, Luca Trevisani

Un progetto di Urbs Picta e Giardino Giusti

In collaborazione con ArtVerona, Careof


a cura di
Jessica Bianchera
e Marta Ferretti
Assistente curatoriale Giulia Costa

11 Ottobre - 22 Novembre 2019
Appartamento 900, Palazzo Giusti
Via Giardino Giusti 2, Verona



/LA MOSTRA

Introdotto nel corso degli anni Sessanta come documentazione di pratiche performative e divenuto nei Settanta linguaggio artistico autonomo, il video è uno di quei media artistici che dimostrano una stretta correlazione tra la ricerca artistica del Novecento e l’innovazione tecnologica.

Oggi la sperimentazione sul video si dimostra una tra le principali protagoniste della ricerca di artisti che dopo aver assimilato dagli storici predecessori i tratti salienti delle possibili operatività, ne hanno fatto oggetto di una proliferazione di linguaggi che è caratteristica principale dell’epoca contemporanea.


To be played, in un primo capitolo d’indagine sulla generazione dei nati negli anni Ottanta, ha presentato il lavoro di una selezione di artisti che operano in maniera trasversale e con differenti approcci alle possibilità espressive, narrative e di display utilizzando linguaggi al confine tra il documentario, il cinema, la finzione e la sperimentazione sull'immagine in movimento.


/TO BE PLAYED EDUCATIONAL

In collaborazione e con il sostegno di Fondazione Cariverona, To be played / Educational è stato un apparato di appuntamenti ideato per sostenere la formazione, la ricerca e l’integrazione che si è svolto durante tutto il periodo di esposizione al fine di rendere la mostra un momento partecipato e partecipativo per la vita della città, un’occasione di approfondimento e studio, un organismo vivo, capace di dialogare con le istituzioni e di aprirsi alla cittadinanza.